Un bel giorno il re e la regina di “Milano 176” si sposarono. Finalmente. Perchè erano fidanzati da più di 100 anni. Avevano rimandato sempre, per vari motivi: guerre, paci, di nuovo guerre....In verità era il re ad essere molto pigro. Così pigro che il giorno delle nozze la regina era già incinta. E infatti 5 mesi dopo, mentre Mario e Carmela, ovvero il re e la regina, guardavano commossi la 5976ma puntata di “ Santa Pamela City”, soap opera molto in voga all’epoca, proprio mentre l’eroina della storia veniva uccisa dalla suocera, ebbene, la regina ebbe le doglie e mezz’ora dopo diede alla luce una splendida bambina. Bambina che la regina avrebbe voluto fosse chiamata..Pamela Jenny. Ma il re la voleva chiamare Biancaneve, come sua nonna, e urlò e fece pure lo scipero della fame per tre ore e ruppe a tal punto gli zebedei che la regina, su consiglio del sindacato reale, si arrese ma morì subito di ulcera perforante fulminante. E i parenti di lei fecero causa al re che fu perciò costretto a far seguire, al nome di Biancaneve, quello di Pamela. Si perse Jenny....
Il re subito preso dal rimorso, iniziò a piangere e pianse, pianse, pianse così a lungo che la neonata venne affidata alle cure di un convento di clausra in provincia di “ Milano 203”.
Per 10 lunghi anni il re pianse, ma alla fine consumata la corda con cui era solito autoflagellarsi 7 volte al giorno, si rivolse ad una rinomata agenzia matrimoniale gestita da una nota ex...intrattenitrice di maggiorenni meglio se ricchi e sposati. Questa, dopo un anno di ricerche, appuntamenti al buio azzardati e bancarotta per la sua attività imprenditoriale, in extrema ratio gli appioppò una delle collaboratrice pare-time del suo call-center. Era Essa una donna così in piena salute che a confronto anche un lottatore di sumo sarebbe parso anoressico; era Essa così pelosa che Tarzan stesso dichiarò che mai l’avrebbe presenta a Cita. Essa tuttavia sposò il re. E tutto andò bene, almeno per i primi 6 mesi. Ma al primo viaggio d’affari del re, Essa iniziò ad organizzare quelle che i giornali scandalistici dell’epoca battezzarono “ a tema” : sesso, droga e/o rock’n roll”.
Ma un giorno in un discount la regina comprò per due euri uno specchio magico originario della Cina. Essa prese così a trascorrere le giornate chiaccherando con lo specchio magico e in breve tempo diventarono grandi amici e confidenti. Essa gli domandava che fosse la più bella del reame e lo specchio magico immancabilmente le rispondeva: “ Sei tu mia legina !!”. E spesso sperando che Essa firmasse i documenti per poter ottenere la cittadinanza del reame aggiugeva: “ Oggi sei persino più bella di te stessa!!”.
Ma un bel giorno Biancaneve Pamela tornò a casa. Si era sotto Pascqua. Bibi ( come Biancaneva veniva chiamata sin da piccola dalle pie donne del convento) aveva 17 fiorenti anni ed era veramente uno schianto! La regina era un po invidiosa e si fece subito 7 lifting.
Verso ferragosto però accedde l’inevitabile. La regina di buon mattino prima di scendere in spiaggia con gli amici in un noto villaggio estivo sulla costa milanese ( embè?), aveva chiesto al suo fidato specchio magico chi fosse la più bella del reame, ma questo, avendo i sensi alterati per aver bevuto troppo the verde originario della Cina rispose:” Pamela mia signola e padlona! “. Essa sussultò. Era fuori di sè dala rabbia ma ci rientrò subito e meditò vendetta.
Chiamò subito il maggiordomo hawaiano e gli ordinò, pena l’espulsione dal club di golf cui era stato appena ammesso (il sogno di tutta la giovinezza !!) di eliminare Biancaneve Pamela senza lasciare tracce. L’avrebbe trovata in Costa Smeralda con amici. Il povero Coco, così si chiamava l’infelice domenstico, ubbidì e fece preparare dalla vecchia zia strega una bamboletta wudu ad hoc per la povera Bibi. Ed infatti in men che no si dica in Costa Smeralda capitarono alla principessina tutta una serie di incresciose disavventure: perse tute le carte di credtio, l’asciugacapelli le esplose tra le mani bruciandole anche i capelli e gli amici petrolieri polacchi non l’aspettarono per la crociere in Grecia. Era troppo.
Subito interpellò un noto e attendibile Mago Universal che le svelò l’arcano. Tornò a casa e subito punì Coco che due giorni dopo fu trovato morto nelo spogliatoio del club di golf con due palline da gioco blu in bocca. Blu: il colore del tradimento.
Sentendosi ancora in pericolo, Pamela nascondersi per qualche tempo. Tramite i servizi segreti del reame trovò asilo presso una locanda a Cortina d’Ampezzo, la famosa “Casetta dei sette nani”, gestita da 7 fratelli gemelli, non nani ma creduti tali per la bassa statura, in realtà di origini meridionali. Erano questi simpatici e tanto gentili. Bibi fu sistemata in mansarda e come ricompensa per l’ospitalità dovette pagare in natura, che era il modo che meglio le era sempre riuscito. E pagò bene con tutti e 7. Trascorsero così con leggerezza diversi mesi.
Frattanto la regina continuava a disonorare la casa del re, in perenne viaggio. Una sera, durante un festino porno dal tema “ cowboy nella radura”, Essa chiede come solito aloo specchio magico chi fosse la più bella del reame e questo, reso opaco dalla musica assordante e provato dalle canne sibillò: “ Pamela!!”.
Così Pamela era viva!! Come poteva essere possibile?Lo spechio magico aveva celato questo terribile segreto per mesi, dopo che lo aveva saputo via e-mail da uno degli specchi magici che si trovavano appesi nella hall della locanda dove l’ignara Bibi se la spassava in regime di protezione testimoni reali. La regina fu così sconvolta dalla notizia che scaraventò dalla finestra il malcapitato specchio magico che prima di frantumarsi in mille pezzi fece in tempo ad augurarle di cuore almeno sette anni di sfiga. Poi svanì in turbinio di polvere magica rosa, come tutti gli specchi magici.
Decise allora di eliminare Bibi sia per gelosia che per avidità. E ricorse alla magia.
Si trasformò in cane con l’intento di mordere Bibi sul collo, contagiarle la rabbia e farla morire tra atroci sofferenze. Ma prima di poter mettere una zampa in cucina si vide piovere addosso settanta litri di olio bollente versatele sopra dalla cuoca della locanda, allergica ....al pelo... animale! in generale. Cadde vittima di un agguato tesole da un provetto accalappiacani e nel canile comunale venne pure sodomizzata da un mastino napoletano. Così, sempre più arrabbiata, provò ad investirla con un tir. Si schiantò contro un palo. Iniziò a pedinare l’odiata figliastra e una matina, mentre Bibi era impegnata al mercato rionale, ebbe un lampo di genio: l’avrebbe uccisa con una mela avelenata. Si trasformò in mosca e con molta fatica iniettò del veleno nella mela più bella del cestino che Bibi aveva lasciato sl tavolo della cucina di rientro dal mercato. La povera ragazza ignara del destino che l’attendeva diede un morso alla mela e cadde esanime sul pavimento. I sette fratelli, sconvolti, si tolsero la vita tutti insieme gettandosi nel fiume che scorreva pacifico vicino alla loro amata locanda. Ma sette fatine del bosco, intenerite dal loro gesto estremo, ridiedero loro la vita. Bibi fu invece riportata in vita i serata da un bacio sul naso di un guru buddista di 90 anni che passeggiava per il bosco. Quando questi si accorse che Bibi era in verità un bel giovanotto, la cacciò dal tempio lontano dove l’aveva condotta. Ora Gino, suo nuovo nome, lavora come commesso in un negozio di scarpe per pinguini, a “roma 144”. I sette nani e le sette fatine si sono sposati e sono felici e contenti. La regina ha lasciato il re per una sua vecchia fiamma, un allevatore di bufali texano conosciuto in Costa Azzurra vent’anni prima. C’era anche un bel principe Azzurro con gli occhi verdi e i capelli biondi. E’ stato nel bosco per risvegliare la pricipessa dall’incantesimo. Non l’ha trovata, così ora fa il domatore di formiche alla TV.
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