-Buon Compleanno!!!
Carla ed il papà oltrepassarono la soglia della cucina e subito tutti i parenti e gli amici riuniti per l’occasione furono loro addosso.
Il papà sapeva della festa a sorpresa, Carla no. Per ciò fu per lei una gran meraviglia. Baci, abbracci, auguri e regali si mescolarono freneticamente per tutto il pomeriggio, tra il via vai degli ospiti che arrivavano gioiosi e quelli che già si congedavano.
Per l’occasione erano stati invitati anche gli amichetti del cuore di Carla, amici del quartiere, cresciuti con lei : Aldo, Gino, Sandro, Lucia, Alice....c’erano proprio tutti.
Carla non avrebbe potuto sperare di meglio per la festa del suo sesto compleanno.
Era una splendida serata di mezza estate; il caldo afoso e soffocante del giorno aveva lasciato il posto ad una leggera brezza. L’euforia dei bambini eccitati che giocavano in giardino si mescolava armonicamente alle voci allegre degli adulti che felici e contenti allestivano un barbecue e si dissetavano con birre e liquori fatti in casa.
Verso tarda sera però Carla si ricordò di Titty, amica nuova ma già cara, che ancora non aveva visto. Forse non era potuta venire. Forse nessuno l’aveva avvisata.
Carla però desiderava mostrarle uno splendido orsacchiotto rosa, regalo della nonna. E poi ci teneva a ricevere gli auguri anche da Titty....Si allontanò dal gruppo. Si diresse verso la rimessa... Aprì la porta. Le amiche di Titty c’erano tutte: Mafalda, Ermelinda, Ginevra....
- Titty, dove sei??
- A tavolaaa!! – gridò la mamma di Carla dal giardino – su bambini....il tacchino è pronto!!
Un urlo disumano si levò alto dalla rimessa....
- Mamma....Come hai potuto? Hai cucinato Titty!!!
- Ma amore...!! L’avevamo comprata al mercato proprio per mangiarla oggi!! Per la cena del tuo compleanno....!! Tesoro....Io non pensavo...era solo un tacchino...
- Tu non pensi mai a niente....sei un mostro..!!
Carla corse via, lontano...Il dolore era insopportabile... Invano i parenti e la polizia la cercarono per tutta la notte, dopo aver interrotto bruscamente la festicciola, non prima di averspedito via a casa gli ospiti con un bel pezzo di tacchino.
Il mattino seguente il sergente Rossi bussò e ribussò alla porta della casa di Carla. L’avevano trovata. Sana e salva. Aveva trascorso la notte sotto un ponte. Ora apettava in macchina, avvolta in una calda coperta. Il sergente Rossi continava a bussare . La signora Piera e il signor Nicola, i genitori di Carla, ancora non si vedevano. Alla fine decise di entrare. Spinse la porta e si diresse istintivamente verso la cucina, pensando di trovarli a sorseggiare l’ennesimo caffè. Quasi svenne. Uno spettacolo orribile si era presentato ai suoi occhi: i corpi dei coniugi Bianchi giacevano privi di vita sul pavimento. Erano ridotti in condizioni pietose. Vicino alla cucina a gas una motosega insanguinata la diceva lunga sulla dinamica dei fatti. Ma ciò che più di ogni altra cosa aveva colpito il sergente Rossi fu il fatto che quattro tacchini facevano ora piazza pulita dei resti dei due sfortunati genitori....
Carla entrò, urlò e rise.
- Mamma, tu non pensi mai a niente....
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