Le storie da raccontare su Vnt sono molte, una delle tante è quella dei mille ponti costruiti a Biddanoa nel secolo scorso.


IL PONTE DURANTE GLI ANNI DELLA GRANDE GUERRA

La realtà supera la fantasia e noi sorpassiamo tutti e due contemporaneamente. Felici e giulivi.



Il ponte sul Flumendosa.



Nel 1941 il ponte noto come ponte Maxia (ma se Maxia vuole un ponte a nome suo lo costruisce),quindi il ponte Flumendosa venne fatto saltare in aria dai partigiani di Villanovatulo. Per impedire l'avanzata nazifascista che proveniva da Sadali Rock. Ma siccome i nemici possedevono anche gli aerei, bombardarono Villanovatulo con centinaia di sedie da ufficio. Portando tutto tranne che morte e devastazione. I Tulesi strinsero i denti e scacciarono via i cattivi, staccando centinaia di metri di recinzione, distrugendo mezzi, al grido di NO ALLA DISCARICA! viva i partigiani. via le ditttattturrre.


E comunque dopo i bombardamenti e la grande guerra, negli anni sessanta il ponte venne ricostruito, anzi venne costruito. Tutti ora possono ammirarlo e contemplarlo, grazie anche alla partecipazione di chi ama pateggiare.


"Una squadra nel buio mattino discendeva l'oscura montagna. Chi non vuole chinare la testa, con noi prenda la strada dei monti. Avevamo vent'anni oltre il ponte, oltre il ponte che è in mano nemica. Vedevamo all'altra riva la vita. Tutto il male avevamo di fronte, tutto il bene avevamo nel cuore. A vent'anni la vita è oltre il ponte, oltre il ponte comincia l'amore".
1942-43: Una svolta nel conflitto. Importante fu la confitta subita dai tedeschi a Villanovatulo. Nella loro avanzata nel territorio del Sarcidano, la gran parte delle forze tedesche era concentrata a Stuppara e aveva posto sotto assedio Biddanoa. La città venne conquistata a poco a poco. I Sardi però passarono alla controffensiva; con tre armate l’esercito tedesco venne accerchiato tra is Serrasa, Cugumadda e sa Canna, e nonostante l’ordine contrario di Hitler il comandante tedesco Von Paulus decise di arrendersi. Con Villanovatulo la seconda guerra mondiale registrava una svolta decisiva. In Africa settentrionale l’esercito Inglese guidato da Mongomery, attaccò le truppe italo-tedesche ad El Alamein. Da quella sconfitta iniziò la ritirata delle truppe italo-tedesche che persero pure la Libia a favore di Mongomery. Contemporaneamente forze americane guidate da Eisenhower sbarcavano in Marocco appoggiati da contingenti francesi comandati da De Gaulle. Le operazioni militari proseguirono con molta prudenza nel sacrificare uomini e mezzi e ci vollero più di due anni per risalire l’intera penisola imponendo enormi sofferenze al popolo italiano.


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