Su Proccu Buffa Soru?
The Best of Paolo Conte (2003)
La Sardegna, oltre ad essere un felice luogo estivo di villeggiatura dei Vippisi, è anche un luogo di faide e di terrore.
I Portoghesi Esclusi vogliono sottolineare l'esistenza di queste inimicizie non estive. Questo testo è stato creato durante un periodo di transizione. Parla della infinita lotta tra il bene e il male. Gavino (il male) è un pastore che vive come tanti altri pastori a Orune (NU), ma che purtroppo, a causa di un proverbio è affetto da forti manie di persecuzione. Accecato dal Mentadent-pensiero (prevenire è meglio che curare), decide di dar fuoco alla stalla di Bachisio (il bene) e di rubargli il bestiame. Il povero Bachisio (il bene) non vuole subire a testa bassa questo affronto. Vuole vendicarsi e, armato di fucile a balla, cerca disperatamente il pastore Gavino (il male). Quest'ultimo [Gavino (il male)] è furbo e non si lascia sorprendere. Il finale di questa storia è terribilmente realistico, come disse il filosofo Giorgio Mastrota, "il male vince sempre, perché è furbo come una volpe" {il male [Gavino (non Bachisio)]}. Infatti questo (il male) scappa in Jamaica, e precisamente a Montego Bay. E Bachisio (il bene), resta, come dire... inchiappettato.

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SU PROCCU BUFFA SORU?
(Douro - Pic 1)

Pappu pani e casu, buffu binu 'a rasu,
Su dicciu è craru: "pilloni chi non biccada hà biccau".
Eh, ca ge 'ti cassu in secca...
Sa pira no 'è cotta, sa pira no 'è crua
E deu andu a furai scetti in dommu 'tua
Ti pongiu fogu 'a sa lolla
E tui mi sparasa 'a balla solla
(bang bang!)
Ti 'ndi furu si bestiamini
E tui ti morisi de fammini
Mi cìccasa che rana à colloru
Su proccu buffa soru?
Deu a tui non seu in s'oru
Poitta chi mi cassasa mi 'ndi ogasa un'ogu
Fogu, colloru, soru, ogu...
Nammì chi cust'è pagu
Su maist'e muru è arruttu de unu muru
Su cardu esti spannendi
E deu fuendi, cun sa coa in mesu ais cambasa
Tui mi ollisi bocciri: aisciri!
Su cani esti inzaullendi
Su proccu è pascendi
Nara pizzinneddu: g'esti unu fueddu!
Sa lolla è tenendi e su meri disisperau
Non m'adi agattau
Seu furbu che mrexani
Mi seu 'onau a sa macchia
E immoi mi spassiu innoi in Jamaica.

Traduzione:
IL MAIALE BEVE SIERO*?

Mangio pane e formaggio, bevo vino all'orlo
Il proverbio è chiaro: "l'uccello che non becca ha già beccato".
Eh, passerai prima o poi di fronte a casa mia...
La pera non è cotta, la pera non è cruda
E io vado a rubare a casa tua.
Metto fuoco alla tua stalla
E tu mi spari col fucile a pallettoni.
(bang bang!)
Ti rubo il bestiame
così morirai di fame
Mi cerchi come la rana cerca il serpente
Il maiale beve siero?
Io non ti sto accanto,
Perché se mi prendi mi cavi un occhio.
Fuoco, serpente, siero, occhio...
Dimmi se ciò è poco
Il muratore è caduto da un muro
Il cardo fiorisce
e io fuggo con la coda tra le gambe
Tu mi vuoi uccidere: chissà!
Il cane sta abbaiando
Il maiale pascolando
Dimmi ragazzino: non è semplice!
La stalla ancora brucia e il padrone, disperato
non mi ha ancora trovato
Son furbo come volpe
Mi son dato alla macchia
E mi diverto qui in Jamaica...


*soru: il siero del latte