In un mondo in cui, l'attenzione della gente ruota principalmente intorno a situazioni equivoche e imbarazzanti è bello sapere di poter scrivere una canzone che, a un primo ascolto potrebbe sembrare un inno di protesta, ma a un secondo ascolto si dimostra ciò che realmente è: un insieme di parole e termini filosofici a caso.
I Portoghesi Esclusi hanno voluto mangiare la foglia e sputare quanto segue.
Il Futurismo professava le "parole in libertà", noi le "minchiate in libertà":
E quindi viva il futurismo, viva la libertà di dire minchiate in libertà e soprattutto:
viva la liberta di dire viva (la libertà)!
Questo testo nasce in uno scantinato di VillanovaTulo (NU): tre ragazzi con in mano un integralista islamico e un tegolino, si riuniscono all'ombra di un cipresso e pensano, fino a far fuoriuscire dalle loro menti dei termini, talmente densi di significato, da perdersi.
Questa filastrocca è stata cantata dal vivo a Tuili (CA) un anno fa, da tre persone formalmente sobrie, ma sostanzialmente meno sobrie.
Il pubblico ha apprezzato e anche noi, considerando che la base sulla quale abbiamo cantato la sentivamo per la prima volta in quel momento.
A fine serata ci è stato chiesto il bis, da suonare con il gruppo punk Ke'Ke'Em di Isili (NU), ma era tardi e i figli di puttana del service dovevano smontare il palco. Il resto lo sapete tutti (noi no).
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CESPUGLIO DI ME STESSO (LA FONTE)
(Douro - Pic 1 - Rodriguez)
Credo per capire/ capisco per credere/ e con questo pezzo il fegato ti farò rodere/
mi perdo negli insegnamenti dell'orfismo/ e con il mio mirto rincuoro me medesimo/
Pluri-magistrato dalla faccia fraudolenta/ guardi con passione Sardegna Canta/
le cose sono uno spiraglio sull'invisibile/
decifrabile/ come quando fuori piove/ come nella pioggia parli con un bove/
diceva Talete non mi rompete il pazzo/ via di mezzo esclusa sono pazzo/
via di mezzo esclusa sono pazzo/
Cerco nella vita una saggezza che s' impose/ la fonte è la scaturigine di tutte le cose
Quando davo ascolto a Anassimene/ ti sfondavo con fierezza il gracile imene/
scorro dentro il panta rei di Eraclito l'oscuro/ e più penso a lei, e più mi viene duro/
scuro/ come il cervello di Martufello/ pettinato alla cazzo come G. Marzullo/
che la notte fonda si mette a fare il bullo/ e poi la mattina piscia dentro il pappagallo/
metempsicosi quando sopravvivi sempre/ e ti rompi il cazzo di vagar di mente in mente/
Gente: un settimanale assurdo/ L'Unione Sarda: un quotidiano Sardo!/
Cerco nella vita una saggezza che s' impose/ la fonte è la scaturigine di tutte le cose
Cespuglio di me stesso, coriandolo del mondo/
cercando di scoprire la via giusta a tutto tondo/ e datemi una leva e vi solleverò il mondo/
Coro: e giro giro tondo, parabonzi ponzi po'!
Esalto il mio pensiero col respiro/ respiro col pensiero del mio esalto/
mi rifugio dentro il vuoto/ che riempio col mio scroto/
mi diverto con la moto/ ma non amo essere armato (come il cemento...)/
Socrate diceva conosci te stesso/ Socrate per me era alquanto fesso/
cespuglio, cespuglio, cespuglio di me stesso/ ho voglia di cagare ma non posso/
la vecchina che dal tram/ guarda in faccia la real-tràm/
non si accorge del passato che futuro non ha/
cerca di trovarsi un angolo perduto/ ma non si capisce come in un film muto/
noto! nuoto! Nei mari della NATO/ ti succhio le tettine manco fossi un bel neonato/
la simbiosi plastica della quintessenza/ se non l' hai capita abbi pazienza/.
Cerco nella vita una saggezza che s' impose/ la fonte è la scaturigine di tutte le cose
"La vecchina che dal tram guarda in faccia la real-tràm..."
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