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Parte 9

TUTTO HA UNA FINE, MA PER ALCUNI ARRIVA 30 ANNI DOPO.
11/09/01, ore 15:00 del pomeriggio

Mentre i nostri amici erano bloccati nel passato, nella Mamoiada del 2001 tutto era strano, tutto era triste, gli animali correvano a destra e a manca, i pettirossi cinguettavano, nell’aria c’era un qualcosa di insolito. Oltre ai venti nauseabondi d’alcuni petomani retribuiti dal comune per sterminare zanzare assassine, c’era dell’altro. Fatto sta che la gente del posto era tranquilla e appagata, tranne uno: Gavino Ganzo.
Gavino Ganzo era uno studente di medicina di ventitré anni, si trovava a Mamoiada da pochi giorni. Forse in gita, forse per lavoro, forse per istinto, o forse perché sapeva, o forse ancora perché era il fratello carnale di Fausto Peterpot. Ganzo era timido, molto, e soprattutto adorava le eliche e le ventole, venerava i film americani perché erano stracolmi di ventole e pale metalliche. Ma Gavino Ganzo sapeva che quello era il suo posto che quello era il suo punto d’arrivo, e presto avrebbe avuto una tremenda conferma.
Era seduto in una panchina a sorseggiare del the al cocco, e ad intervalli di trenta secondi guardava il suo orologio, quando ad un tratto si sentì tirare la camicia. Era un bimbo di quattro anni biondo, con gli occhi chiari. Il piccolo starnutì, chiese scusa, e si bloccò davanti allo studente, lo guardò dritto negli occhi come se lo conoscesse, come se avesse già visto quel volto. Gavino Ganzo ebbe la sensazione di aver già vissuto quella scena. Il fanciullo allora prese a piangere ed ad emettere urla di dolore. Ganzo fece un sorriso malinconico e diede una carezza al piccino che si calmò e tornò dal suo papà. Anche il suo papà stava seduto con un piccolo oggetto di legno in mano, e guardava in alto, osservava il sole, che pian piano cambiava il suo colore. Era giunta l’ora: Gavino Ganzo si alzò, spostò il bimbo con un calcio di punta, si mise gli occhiali da sole, aprì uno zaino tirò fuori un contenitore, da lì estrasse un merluzzo surgelato cominciò a laccarlo, in fretta, sempre più velocemente. Una lacrima scese sul suo volto, mentre stava per scomparire, e mentre a circa 98980 miliardi di chilometri al secondo, si stava dirigendo sulla terra un meteorite che avrebbe cancellato ogni forma vivente sulla terra, la temperatura stava cambiando tutto era in fiamme, Gavino Ganzo lo sapeva, scomparve nel nulla lasciando il pianeta che da lì a poco sarebbe stato solo un ricordo passato. Tutto sarebbe passato.
Il piccolo bimbo alzò gli occhi e non capendo sorrise. Il mondo era polvere e dopo il grande impatto, regnava il silenzio. Niente esisteva più. E niente sarebbe più esistito.



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