Scattarono le otto in punto quando aprii nuovamente gli occhi. Avevo una forte dolenza alla testa, che mi spinse a prendere
un farmaco. Mi alzai dal sofà e scalzo mi diressi in bagno. Dovetti stare attento a non svegliare Todd e Gianni che
dormivano dolcemente sul parquet come due fratelli. Appoggiai le braccia al lavandino, lasciai cadere tutto il mio peso e
fissai duramente il mio sguardo allo specchio. Avevo due borse agli occhi, molto grandi, le presi e le appoggiai a terra,
erano di vera pelle, non si sa mai, mi sarebbero potute servire. Stavo per prendere una decisione, volevo muovermi in fretta,
avevo in mente di fare un viaggio. Volevo tornare indietro nel tempo sino al 1975 almeno un giorno prima della morte del
Dott. Mengacci, per salvargli la vita. Andai in cucina aprii il freezer, e tirai fuori tutta la roba surgelata, che tenevo
ormai da anni. Avevo messo da qualche parte dei merluzzi surgelati.
- ecco, sono questi? - disse Todd, che nel fra tempo si svegliò e si accorse di me.
- Si, grazie. Ho deciso che andrò indietro sino al 1975 per salvare la vita a mio padre, e cercherò così di
sistemare un po’ di cose. Rapimento compreso -
- Noi verremmo con te! - disse il posacenere
- No tu no, verranno Gianni e Todd - risposi io alterando il tono di voce
- Certo, saremo con te! Una vera squadra - Esclamarono Gianni e Todd, facendo un salto di mezzo metro sul posto e
battendosi energicamente le cinque dita in segno di o.k.! nulla di anormale, solo che Gianni era ancora addormentato sul
parquet.
A quel punto corrugai la fronte.
Cercai la bilancia che tenevo sempre a fianco alla macchina del caffè, in cucina. Ma non c’era. Al suo posto: un pollo di
gomma. Allora mi agitai un attimo, ma ripresi subito a cercare.
- Eureka! -
Mi ricordai d’averla utilizzata in garage, per pesare la commozione celebrale ottenuta dopo aver urtato con impeto contro
Licia che passava distrattamente dentro il mio garage. Corsi nudo sul posto, presi in mano la bilancia, stavo per
tornare in casa quando notai che in un angolo sulla mia sinistra vi erano dei segni di scavo, un cerchio tracciato
pronto d essere incavato, largo circa cinquanta centimetri. Sotto tanti arnesi che serviranno per sterrare lo stesso.
Qualcuno voleva compiere dei lavori a mia insaputa nella mio autorimessa. Pensai subito a Silvio lo Stronzo,
ma era in viaggio per le Mauritius, ponderai a Franco il Monco ma.......
Decisi di domandare a Todd, ma una volta entrato in cucina, Todd era scomparso. Cominciai a preoccuparmi, agitarmi e
sudare. Ero preoccupato per il mio amico Todd.
- Todd è in bagno, sta defecando - disse Gianni defecando.
Fu solo allora che mi calmai.
Quando Todd, tornò in cucina mi dimenticai di fargli la domanda.
Cominciai a pesare tutti i merluzzi, me né occorreva uno da due etti, nel caso contrario la formula non avrebbe avuto
esito concreto. Finalmente ne scovai tre da due etti, uno a testa.
Era quasi tutto pronto mancava soltanto il latte in farina.
- eccolo, prendi questo - disse Ronn Moss vestito da lattaio.
- Grazie! - rispondemmo in coro indicando le sue mascelle possenti.
Tutto era pronto, l’orologio indicava le 9:00 in punto, il cuore mi batteva a tempo di salsa e merenghe.
Ero emozionato, stavo per vedere il 1975. Le mani tremavano, le gambe, no.
Con un gesto deciso cominciai a cospargere il merluzzo di latte in polvere, Gianni e Todd fecero lo stesso.
Gianni collegò dei sensori ad un’agenda portatile, era il computer che ci permetteva di inserire giorno, anno, ora
e destinazione. Una prima leccatura non diede nessun frutto.
- leccate, leccate, dovete insistere nel gesto - disse Gianni con tono esile
dopo la terza sviolinata, cominciai ad avere un po’ di voltastomaco, la lingua sfregava bruscamente contro le scaglie
indurite dal ghiaccio, che al contatto con la mia lingua si scioglievano lentamente dando al palato un’ aroma poco
gradevole e molto fastidioso. Cominciai a perdere sensibilità, non riuscivo a sentirmi la lingua, essa era come uccisa.
Avevo assassinato la mia lingua, stavo per smettere di leccare, quando Gianni che avevo di fronte sparì, comparve la
stessa luce che vidi al momento del sua arrivo in ufficio e poi solo vuoto. Volevo raggiungerlo, non mi persi d’animo e
lisciai più velocemente, chiusi gli occhi per tre volte, mi ritrovai ancora lì, strinsi forte i pugni dal dolore....
Ad un tratto sparì anche il mio fedele amico Todd, che mi mostrò il dito medio e scomparve dal mio salotto.
Ero solo fermo come un idiota e continuavo a leccare, ma niente, non succedeva nulla. Mi fermai per un istante riaprii gli
occhi, cercai di parlare ma avevo la bocca paralizzata. Mi accorsi solo allora di aver commesso un terribile errore.
Infatti in mano non avevo il baccalà, ma una confezione di bastoncini Findus®. Presi con veemenza il merluzzo da due etti
e cominciai nuovamente il rito. Questa volta dopo circa tre minuti, un vellicamento mi rapì i sensi, non coglievo più
nessun suono ero come isolato. Un calore fasciò il mio corpo, coglievo i piedi umidi e freddi. Tutto il corpo circondato da
calore, salvo i piedi. Ecco, la luce abbacinante mi costrinse a chiudere gli occhi. Ero emozionato e sconvolto,
il mio primo viaggio nel tempo.
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