- Io odio i Puffi!
Naturalmente i corridoi dell'albergo pullulavano di mafiosi, e non solo.
La polizia arrivò con tre minuti di ritardo: blob era già cominciato.
Gli sbirri bloccarono tutte le uscite, gli ascensori, i corridoi e le finestre; arrestarono una ventina di mafiosi urlanti, annaffiarono tutte le piante dell'albergo e cambiarono la tappezzeria.
Danny Emulsio era nella suite, cenava in compagnia di alcuni amici:
Jack Tonnato, un trafficante di armi e figurine Panini; Elvio Sakkè, un giapponese con la passione per i meloni; Don Perignon, un venezuelano incastonato nella camorra e nel traffico di stupe e anche di facenti; Pluto, il cane di Topolino.
L'entrata dei tutori dell'ordine nella sala da pranzo fu come un fulmine a ciel sereno.
I poliziotti fecero irruzione dal lucernaio del sottoscala:
il commissario, vestito da Arlecchino, corse a perdifiato seguito a ruota da Bio Spray.
I mafiosi, sconcertati, cercarono di attaccare Salieri alle spalle, ma il commissario, con un paio di mosse Nesquik, riuscì a renderli inermi.
Bio Spray, con in testa una padella rovente, corse alla ricerca del boss, ma una rete in finto cuoio gli cadde pesantemente sul groppone imprigionandolo.
Intanto, il boss dialogava con un barattolo di vernice spray, chiedendo informazioni preziose, ma Salieri, nascosto dietro un albero gli saltò sopra e riuscì a imprigionare il barattolo di spray, e poi anche Danny Emulsio.
- Fermo, abbiamo un mandato! - disse una voce fuori campo.
Il boss non sembrava preoccupato, a parte la macchia gialla che inumidiva la moquette sottostante. Sfoggiava un doppiopetto verde con stringhe celesti sulla cintola, cravatta marrone a pallini fucsia, ombrello in volpe con manico d'avorio e due bottoni sotto.
- Salve piedipiatti! - Disse in perfetto accento bizantino - A cosa devo il piacere della vostra visita?
Il commissario non perse tempo e rispose:
- Ci risulta che lei abbia avuto dei rapporti di fiducia con il conte Francois Du Calcagn...
- Si.
- ...Che questi rapporti non siano andati a buon fine a causa dell'accordo tra il conte e la compagnia assicurativa Gelsomino S.p.A....
- Si.
- ...Che la SIRTE non abbia accettato le condizione omesse da una clausola nel contratto stipulato tra lei e il medesimo conte...
- Si.
- ...Che nessuno sapeva della conoscenza tra lei e il famoso giocatore di bocce Goffredo Scassacassassacassa...
- Si.
- ...Che l'uomo nudo trovato a bordo piscina della villa di John Kulazzi era in realtà il conte Du Calcagn, ma con più barba...
- Si.
- ...Che per fare un buon caffè, prima è necessario mettere la caffettiera in bocca a un monaco benedettino...
- Si.
- ...Che non ci sono più le mezze stagioni...
- Si.
- ...boss Emulsio, mi sta ascoltando? - Chiese il commissario sentendosi come uno che in pullman schiaccia il pulsante per prenotare la fermata e l'autista gli risponde col dito medio sollevato.
- Ha ha, buona questa...
- Temo che le non mi stia ascoltando...
Il boss si alzò in piedi, rovesciando un servizio in cristallo di Boemia sopra l'onore del maresciallo, anzi del commissario:
- Quindi lei mi accusa di aver ucciso il conte Francois Du Calcagn!
- Si!
- Portatemi via... - disse il boss con in bocca un limone verde.
Il dialogo che segue potrebbe non essere mai avvenuto:
- Salve, sono Patrizio De Gaiardoni, il vostro insegnante di matematica: oggi interrogo...
- Non così in fretta, Patrizio!
- Oh, no, tu sei il mitico Philadelphia Mark!
- Hai finito di impaurire giovani innocenti con la minaccia di un quattro in pagella!
- Non riuscirai a fermarmi, Philadelphia, lascia che raggiunga il mio registro esplosivo in sala professori...
- È inutile, la sala professori non esiste più: l'ho fatta saltare in aria!!!
- Oh, no! Non importa, ho delle altre sorprese per te...
- Sorprese? Non ho paura delle sorprese: la sorpresa è il sale nella bistecca della vita.
- Bambini, attaccatelo!
- I bambini non ti seguiranno mai più, non ci sarà più la minaccia di una sospensione a salvarti, marrano! Ho sodomizzato il preside con la sua penna rossa!!!
- Noooooooooo!!!!
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