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Capitolo 6

- Avete mai capito che differenza ci sia tra un rododendro e Antonio Lubrano? - Disse il commissario, ma nessuno gli rispose.
Era solo, in quel fazzoletto di terra scura, solo nel buio, in preda al panico.
- Se solo riuscissi a forzare questa maledetta porta! - Ammiccò, rendendosi conto di essere rimasto chiuso dentro.
Le latrine degli alberghi sono detentrici di strabiliante freschezza. Ma al commissario non piacevano, e neanche lui piaceva a loro.
Dopo essere stato liberato da un martire per la libertà, Salieri tornò in corridoio.
Si trovava nella hall del Plancton Hotel di Los Krautis.
Los Krautis era una località balneare d'alta classe: alberghi super lussuosi, discoteche, anelli di fumo, listarelle di compensato, flauti a tre corde, mammole e cicale.
Il Plancton Hotel era un lussuoso grattacielo a nove piste sul mare: vetro, acciaio e fondazioni in polenta. Bio Spray, con una gomena di farina al collo, cercava delle motivazioni plausibili:
- Come mai siamo qui, commissario? - Chiese, appiccando incendi a destra e a manca.
- Fra una decina di secondi, in questo albergo, dovrebbe fare il suo ingresso Danny Emulsio, il boss della malavita organizzata di tutta la contea. Un uomo che non deve chiedere mai. - A un certo punto, senza preavviso, il commissario si sentì scuotere la spalla.
- Signore, potrebbe scendere dalla mia valigia? - Chiese una signora sulla quarantina.
- Allora lei scenda dalla mia quarantina! - Rispose il commissario, che intanto si era appollaiato sopra un albero di natale.
Bio Spray scaraventò un'isola tropicale sopra la donna e tornò a conversare con Salieri:
- Commissario, capisco che siamo in incognito, ma non mi riesco a spiegare il perché di questi vestiti da Zorro!
- Zorro è un difensore dei più deboli.
- Ma anche Nelson Mandela è un difensore dei più deboli.
- Si, ma Nelson Mandela non ha la maschera.
- E se Nelson Mandela avesse la maschera?
- Sarebbe irriconoscibile!
- E se Nelson Mandela avesse la maschera e in mano un cartello con su scritto: "SONO NELSON MANDELA"?
- Sarebbe un Nelson Mandela sottotitolato.
"Toc Toc"
La porta a fotocellule neutrali si aprì come tutte le porte automatiche, ma con un effetto eco. Fece il suo ingresso Danny Emulsio, scortato da quattro gorilla in giacca e cravatta.
Il boss Emulsio aveva quarantotto anni, vestito di bianco, con un cappello da sceriffo e un cinturone in cuoio vivo. La barba incolta, un difetto di calvizie, gli occhi color idraulico liquido.
Di famiglia italo-americana, emigrò in Francia nel '37, in cerca di fortuna. Il padre, Tommaso Moro, si occupava di teologia. La madre, Luca Giurato, era una ballerina di flamenco sui carboni ardenti. A coloro che gli domandavano il motivo della decisione di schierarsi con la mafia, Danny rispondeva: - La quattro stagioni con poca mozzarella è la mia!
Si avvicinò a grandi passi verso il bancone della hall evitando i cespugli di mirto e cardo selvatico.
- Buonasera, eccellenza...- Balbettò il direttore dell'albergo - ...è un onore come sempre averla qui con noi, la faccio subito accompagnare nella sua suite.
- Voglio che la cena sia pronta per le 21, ora legale, e voglio anche un casco di banane per i miei quattro amici! - affermò il boss utilizzando dei sinonimi.
Il facchino, con una parrucca azzurra caricò le valigie sul mulo e si incamminò carponi carponi verso le vie del centro.
- Bene, Bio Spray, è lui... - Disse il commissario - ...la stanza è la numero 923.
- Come gli anni di Cristo! - Rispose Bio Spray, credendo di non essere sentito.


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