Torna indietro
Torna al Capitolo 3


Capitolo 4

Carri che solcano l'asfalto bagnato, nasi che cercano miasmi infiniti. Ed è subito sera.
L'ambulanza sfrecciava impennando con le ruote di dietro a sirene spianate.
- Yeeahyeee! - Disse un infermiere precipitando dal portellone posteriore che si era dimenticato di chiudere.
Far-west era in condizioni pietose come al solito, infatti non si era fatto niente.
Neanche il commissario si era fatto niente.
Neanche io mi ero fatto niente.
- Allora che accidenti ci fate qui dentro? - Proruppe l'autista con le mani sul volante di un'altra vettura.
Il bilancio dell'incidente: due morti, cinque feriti gravi, sette feriti medi e nove feriti acuti.
Un nano, colto alla sprovvista dall'esplosione si era catapultato su di un autocarro colmo di cactus. Scene crude, paurose, che schifo!
Il commissario girò la chiave nel cruscotto, fece partire la macchina con un boato andandosi a sfracellare su di un palo della luce. Che buontempone!
La centrale della polizia era un enorme edificio blu, con le finestre verdi a anche con le porte, ma non verdi.
Il commissario fece il suo ingresso davanti allo stupore generale e non solo.
- Ehi, Salieri, rotto in culo, come diavolo hai fatto a scampartela anche stavolta? - Chiesero dodici poliziotti in coro guardando da un'altra parte.
- Non lo so ragazzi, io non la chiamo fortuna, la chiamo prontezza di riflessi. - Rispose Salieri appendendosi all'attaccapanni.
- Il capo vuole vederti - Disse un mastino napoletano tra un guaito e l'altro.
Il capo: Jim Chivas Regal, un anglo-americano, ebreo di origine indiana, con alcuni parenti a Tempio. Uno di quegli uomini che, dopo che ti stringono la mano, se la puliscono sui pantaloni di qualcun altro. Con un leggero problema di calvizie e di balbuzie, aveva il brutto vizio del fumo, ma non per via orale.
- Salve Salieri, allora... novità? -
- No, signore. Meglio. - Rispose il commissario a scatti.
- Abbiamo scoperto che il conte Francois Du Calcagn aveva buoni rapporti con la mafia.
- Me lo aspettavo, un uomo è sempre impeccabile, ma non un uomo.
- Ti devo chiedere un favore...
- Suonano alla porta! (Dlin dlon!)
- Avanti.
La porta si aprì e si richiuse, poi, quasi in punta di piedi, entrò un tizio con un camice bianco da medico.
- Si accomodi! - Disse Civas Regal scaraventando una poltrona verso il nuovo venuto.
Il medico fece due piroette su se stesso, poi spostò se stesso e con un balzo felino (simile a quello di uno che non va in bagno da una quattro giorni volontariamente) si accovacciò ai piedi del commissario.
- Piacere, sono Bio Spray, mi occupo di indagini scientifiche, e anche di macchie impossibili. È un onore conoscerla. Mi dia pure del tu.
- Il piacere è tutto mio, e non solo. Ti ho appena visto fuori dall'ufficio che scaldavi la cena con un forno a microonde!
- No, non era un forno a microonde, era una borsa dell'acqua calda.
- Bio Spray sarà il suo assistente per le prossime ore...- Proruppe il capo, che intanto stava sculacciando una pecorella indifesa - ...vi abbiamo preparato un mandato di cattura per il boss Danny Emulsio, siamo convinti che sia lui l'artefice di tutto.
Il capo fece per alzarsi, si alzò, fece per spostarsi, si spostò, aprì la porta e, suonando un'arpa paraguaiana salutò i due poliziotti.
- C'è un aereo che ci aspetta, Bio Spray! - Disse il commissario assaggiando, con aria da sommelier, il suo esame delle urine.
- Presto, all'aeroporto!


Vai al Capitolo 5