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Capitolo 3

Uscendo dalla villa, Salieri si rese conto dell'enorme confusione che regnava nel suo cervello, cercò di concentrarsi sul caso, ma la sua mente tornava sempre al sogno della notte passata...
Buio, una strada deserta e sullo sfondo Michele Cucuzza vestito da puffo che gli urlava: - Napisan! - poi il cielo verde seppia e tante lucciole che ruotavano attorno a un albero di pere che somigliava in maniera preoccupante a Gigi Marzullo. Un'esplosione aromatizzata al cocco e poi più nulla, solo stupore, solo tristezza.
Rabbrividì al solo pensiero e tornò a pensare al caso:
per quanto riguarda il movente passionale, la contessa era fedelissima al marito e considerando che, nonostante fosse donna, somigliasse al nipote zoppo di Gigi Proietti questo movente era da escludere. Anche l'eredità non era un buon motivo, vista la saggia decisione dei coniugi di donare i propri averi a Rin Tin Tin. - Salve, sono Maurizio Costanzo - Disse un bambino rimbecillito all'altro lato della strada.
- Mi stai prendendo per il culo? - rispose l'altro lato della strada.
Dopo aver accomodato le proprie chiappe sul sedile anteriore della sua spider man, il commissario si rese conto che qualcosa non andava: era sparito il volante, il contachilometri, il contagiri... rubati? No, era semplicemente entrato dall'altro lato.
Mise in moto, schiacciò la frizione, ingranò la terza e riuscì miracolosamente a spuntare nonostante le urla disumane provenienti dal vano motore. Abbassò la levetta della freccia e pigiò il tasto di espulsione del sedile del passeggero spedendo Marco Liorni, che si trovava seduto li per caso, molto, ma mooolto in alto. Dopo aver travolto un gruppo di gitanti sessantenni gli venne fame, si, un certo languorino, per non parlare dello stomaco che ormai cantava l'Aida. Si fermò in un McDonald.
Un attimo... le porte scorrevoli elettroniche si aprirono con meccanicità e il commissario si vide piombare addosso un mentecatto vestito da pagliaccio che brandiva un oggetto contundente. I suoi riflessi si rivelarono ottimi perché riuscì a piazzare un destro fulmineo sullo sterno del clown che tossendo e sputando sangue riuscì, fra un rantolo e l'altro, a spiegare al commissario che era soltanto Ronald Mc Donald che distribuiva volantini. Il commissario gli piazzò la scarpa destra dritta dritta nello stomaco, facendolo svenire.
Il locale non era pienissimo, per fortuna. Il commesso somigliava in modo preoccupante a Romano Prodi, ma con i capelli più chiari, lunghi, la barba incolta, gli occhi chiari, una tonaca bianca in lino, i sandali e una corona di spine. Il commissario ordinò un cheeseburgher, una coca, una cola, dello zucchero e si accomodò al tavolo vicino alla toilette.
Aveva appuntamento con Mike Far-west, un poliziotto in borghese che si occupava di giardinaggio. Mike aveva una risposta a tutti i perché, e Salieri questo lo sapeva bene. Aveva bisogno di novità sul caso Du Calcagn e il buon vecchio Mike sapeva il fatto suo, nonostante dormisse ancora con un orsacchiotto di pezza marrone che chiamava Achille Occhetto.
La porta si aprì di scatto, travolgendo una comitiva di suore carmelitane che stavano ballando un limbo all'ingresso del locale. Entrò Mike: una ragazzo alto, con un lieve problema di calvizie e di balbuzie. Pantaloni rossi con bordi in pellicciotto bianco, giaccone rosso, cinturone nero con fibbia dorata, stivaloni in pelle nera, barba bianca, cappello rosso con pompon bianco, un gran pancione e una renna al suo seguito. Mike si diresse verso il commissario, che attirò la sua attenzione sgambettando un cameriere.
Il tempo di un battito di ciglia e Mike si accomodò di fronte a Salieri:
- Salve, commissario. Ho importanti novità per lei! - Salve Far-west, spero che tu abbia fatto un buon lavoro, come sempre... Mike aprì la ventiquattrore, una borsa in coccodrillo. Tirò fuori varie scartoffie, tra cui un calendario di frate Indovino, il tuttocittà, alcune foto nude della Ferilli, un'enciclica di Papa Giovanni Paolo II intitolata Meno male che son polacco, immaginate se fossi nato cieco! e infine il fascicolo del caso Du Calcagn.
- Ecco signore. - Disse Mike in codice morse.
- Cosa avete scoperto? - Disse Salieri prendendo le foto della Ferilli.
- Passando in cantina, alla ricerca del bagno, la mia attenzione è stata attirata da un rumore lieve...
- Cos'era - Disse il commissario scordandosi il punto interrogativo.
- C'era un cadavere nel sottoscala.
- È importante per le indagini?
- Forse. Dopo averne abusato sessualmente l'abbiamo portato in obitorio, è in corso l'autopsia1...
- Oh, mio Dio... cos'è l'autopsia?
- Legga la nota in fondo alla pagina.
- C'è qualcosa di strano in questo caso, Far-west: la morte, le dichiarazioni della moglie, gli affari sporchi del conte...
- ...Il modo in cui è stato trovato morto, e soprattutto le sue pantofole!
- Ho la sensazione che ci sia la mafia dietro questo delitto...
Un boato... una gran luce, fuoco, fiamme, scintille, e chi più ne ha più ne metta. La macchina parcheggiata davanti al locale era appena saltata in aria per dare un po' di vita alla trama del romanzo.
Il panico regnava nella strada dell'attentato, un turco al lato della strada vendeva carciofi, ma non erano carciofi normali, erano carciofi impauriti!

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1 Esame eseguito sezionando un cadavere, volto ad appurare le cause della morte.


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