L'arrivo del commissario fu alquanto inaspettato, nessuno aveva mai fatto il suo ingresso in una stanza passando dal frigorifero, tanto meno il commissario, infatti entrò dalla porta. Il commissario Salieri era un uomo sulla quarantina, ma ne dimostrava tranquillamente sessantatrè. La causa di questo suo aspetto sciupato? Una vita di duro lavoro, l'abuso di fumo, alcool, viakal e troppe partite al suo sport preferito: il pingpong acrobatico. Lavorava a Poncelet Bay dal lontano 1948, arrivò tenente semplice e riuscì con grande sacrificio a diventare semplicemente tenente. La scientifica aveva già compiuto il suo lavoro, il Dott. Schulz aveva provveduto a raccogliere il maggior numero di prove e sistemarle nei sacchetti domopak.
- Avete trovato niente?
- Eccolo commissario - rispose Shulz aprendo con parsimonia un domopak pieno di niente.
- Bene, dov'è la signora?
- E' sotto di lei, commissario.
Abbassò lo sguardo e si rese conto di aver calpestato la contessa con le sue polacchine nuove di zecca1 . Si spostò velocemente e aiutò la contessa ad alzarsi. La povera donna, in un mare di lacrime cercò tra un'onda e l'altra di dire qualcosa, ma le riuscì solo un concitato "sbadequack".
- Si accomodi, signora - barrì il commissario porgendole un divano - Dovrò farle solo qualche domanda.
- Sono a sua completa disposizione, commissario.
- Come è successo?
- Tornavo a casa da una partita di tocco ferro con le amiche, mio marito mi aspettava, anche perché mi aveva telefonato poco prima che partissi...
- Dopo quanto è arrivata a casa?
- Non glielo so dire con precisione, confondo sempre la lancetta delle ore con quella dei minuti... Quando ho parcheggiato la macchina sopra un gatto e sono entrata in casa, mi sono accorta che qualcosa non andava...
- Qualche vetro rotto?
- No, la porta era aperta, in giardino la riproduzione in gesso di Mike Bongiorno era stata divelta e lungo il corridoio ho incrociato due gemelline che mi guardavano in modo sinistro, poi ho aperto la porta dello studio del povero Francois e... - la donna scoppiò a piangere.
- Non c'è bisogno che continui, signora - disse Salieri incastrando l'alluce nella zuccheriera - C'era nessuno in casa?
- Si, il nostro maggiordomo Topexan stava spolverando la piscina ed è stato selvaggiamente aggredito, l'ho ritrovato in cucina legato e chiuso dentro il cassetto dei mestoli.
- E' in casa adesso?
- Si, è dentro il cassetto dei mestoli.
- Si fidi della polizia, signora, il delitto non resterà impunito, vado a parlare con Topexan, arrivederci - disse Salieri aprendo il frigorifero.
Il commissario fece il suo ingresso in cucina, un enorme mezzo vitello guaiva su di un piedistallo argentato, a destra una riproduzione a grandezza naturale della milza di Gianni Togni e in alto un lampadario. Topexan era sconvolto, di un pallore cangiante e rostolante, quasi cotnico2.
- Nessun batticarne potrà salvarmi! - disse il domestico con una voce simile alla marmitta di una cinquecento.
- Stia calmo adesso, non c'è niente di cui temere - disse il commissario in libanese.
- Non posso, non posso!
- Mi racconti tutto.
- Ho visto tutto, e lui mi ammazzerà!
- Lui chi?
- No, non posso dirvi un piffero, ne va della mia cistifellea!
- Non deve temere, c'è la polizia a proteggerla! - disse il commissario a tentoni.
- Ho bisogno di sicurezze, perdindirindina!
- Sono qui per questo, poffarbacco!
- Ok - disse Topexan con convinzione e in falsetto - Ero in soggiorno che facevo mente locale, quando tutto d'un tratto ho sentito un forte vento provenire dal bagno. . .
- CONTINUI! - disse il commissario in stampatello maiuscolo.
- Ho pensato di aver lasciato la camera iperbarica aperta, ma in realtà era sigillata come il buco del culo di un eterosessuale nella doccia di un carcere di massima sicurezza...
- Ottimo esempio.
- ... dopo mi sono recato in Perù e mentre guidavo una protesta di contadini ninja qualcosa di sconvolgente mi ha preso da dietro e, dopo aver cercato invano di castrarmi il bicipite con un tulipano, mi ha gettato in giardino tra le ortensie.
- Questa violenza non resterà impunita!
- Sentivo nello studio delle urla e ho capito che era la voce del padrone e anche Franco Battiato lo ha capito.
Il commissario si avvicinò alla finestra e insultando un piccione idrofobo si ripromise di non lasciare più la tavoletta del cesso alzata, poi con una mossa di judo salutò e ringraziò Topexan, che con uno stinco sanguinante seguitò a tritare rane vive.
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1 Quelle del Mago Zurlì sono nuove di zecchino.
2 Boh?
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