- Buongiorno, avete novità sul caso? - Disse il cardinale ad un appendiabiti sistemato in cantina.
- Si, signore: diverse prove (a mio parere schiaccianti mi fanno pensare che ci siate voi dietro a tutto questo! - Rispose il commissario scordandosi di chiudere la parentesi.
- "Noi" chi? - Chiese perplesso il cardinale, doppiato da Vittorio Sgarbi.
- No, non "noi"; voi!
- "Voi" chi?
- Non "voi"; lei!
- "Lei" chi?
- Lei lei...
- La contessa?
- No, non è una lei, è "lei" cardinale!
- Come fate a dire questo, giovane marmotta? - Chiese il cardinale stringendo le natiche.
- Torniamo al... 15 agosto 1976... - Dichiarò il commissario tornando alla prima pagina del racconto per vedere la data giusta. - Il conte Francois Du Calcagn si trovava nella cucina della sua villa, intento a preparare un tramezzino al tonno. Come possiamo notare dalla diapositiva A, scattata da una telecamera a circuito chiuso che il conte teneva in cucina per capire finalmente chi gli dimezzava le bottiglie degli alcolici ogni sabato sera. Dopo aver ingurgitato la merendina, accompagnata da due Duplo scaduti e una bottiglia di barolo del '53, il conte si accomiatò sulla sua poltrona in vimini, meditabondo, spaesato...
- E con questo che merluzzo c'entro io? - Interruppe il cardinale meditabondo, spaesato...
- Mi lasci continuare! - Proruppe il commissario meditabondo, spaesato...
- Prego! - Assentì il Cardinale meditabondo, spaesato...
- Dopo aver letto due passi del libro Cuore, il commissario si recò a bordo piscina, per una partita solitaria a "strega mangia colori". Lei cardinale, si introdusse in casa dalla porticina per il cane, lo abbiamo scoperto dalle tracce di abito talare incastrate tra la fessura e la maniglia...
- Questo non vuol dire nulla! - Urlò Nunzio il Cardinale cominciando a sudare tiepido.
Il commissario roteò gli occhi, si cacciò due dita in bocca, vomitò passi biblici e poi continuò:
- ...lei ha percorso il corridoio lasciando le sue inconfondibili impronte di ciabatte a tacco alto numero 47 sulla moquette in parquet garage ou là là...
- Mais oui!
- ...ha accelerato il passo dopo aver sentito le urla di Topexan, il maggiordomo, che veniva attaccato da uno sciame di vitelli inferociti e lì pensò al suo alibi: poteva incolpare i vitelli, e di conseguenza il boss Emulsio, perché sapeva che quest'ultimo amava le mandrie e gli sciami.
Decise di armarsi di mollette e pennello, sapeva che il conte era in bagno, aprì di scatto la porta scorrevole del bagno, accecò Du Calcagn con un mirtillo e lo annegò mentre faceva un bagno nello zucchero filato...
- Oh, mon dieu!
- ...dopo prese il cadavere a ceffoni con un tubo in PVC, per sviare le indagini, ma fece l'errore della sua vita!
- È impossibile, il colpo era perfetto, nessuno sarebbe riuscito a scovarmi, come ha fatto a scoprirmi?
- Lei è goloso Cardinale! Mentre se ne andava dalla stanza, pulendo la pistola e disseminando il tappeto di sale iodato, la sua attenzione si fermò su di un piatto colmo di bocconcini di Asiago semi-stagionato che militava sulla scrivania in faggio del defunto.
- E con questo? - Chiese il cardinale cominciando a divaricare le natiche.
- Assaggiò un pezzetto di formaggio a denti stretti e poi buttò la crosta nel cestino dei rifiuti... io ho trovato quel pezzetto di formaggio e le analisi ortodontiche ci riportano ai suoi denti, eminenza grigia! - Compose il commissario in Do maggiore.
- Oh, no, cazzarola, lo sapevo che mi sarei fregato con le mie mani. Ok, lo confesso, sono stato io ad uccidere Francois Du Calcagn!
- Cos'è questo fetore? - Chiese il commissario.
- Devo aver mollato - Rispose il Cardinale ruttando.
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