Il nuraghe Adoni fascinoso reperto ancora da scoprire.
Villanovatulo è il paese più bello della Sardegna,dell'italia e del mondo, e noi lo proveremo.
|
|
La torre centrale si conserva per un'altezza di m 10; della camera superiore non è conservata la
copertura a tholos, è invece in situ l'architrave; non è stata ancora accertata la presenza di una camera inferiore.
Dal cortile X si accede tramite una scala di 10 gradini al pianerottolo della torre B, sospeso a 4 metri d'altezza.
La torre B presenta un'unica camera a tholos, alta circa 7 m, mancante solo dell'ultima pietra di copertura
All'interno sei feritoie si aprono nella muratura che è larga circa 1,20. Una delle feritoie, esposta ad Est,
può essere considerata per la sua ampiezza un ingresso. La cortina tra le torri B e C, si presenta in tutta la
sua imponenza con un'altezza di circa m 6 e caratterizzata da un bel tessuto murario. Il nuraghe è circondato
da un muro di cinta (antemurale) dotato di ingressi che in alcuni punti segue il perimetro del rilievo.
|
|
Nel lato Ovest l'antemurale recinge i cortili beta e alfa, separati dalla cisterna ipogeica per la riserva d'acqua,
costruita con pietre di piccola pezzatura. Intorno al nuraghe si estende il villaggio costituito da capanne di forma
circolare con zoccolo in muratura. Le strutture scavate hanno fornito dati essenziali per la ricostruzione delle fasi
di vita del sito, in particolare quelle di dimensioni minori sono anche le più antiche, ascrivibili al Bronzo recente
(1350-1200 a.C.). Durante il Bronzo finale (1200-1000 a.C.) il villaggio si amplia, probabile conseguenza di un
incremento demografico, legato a nuove condizioni di benessere economico. Le nuove strutture si presentano di dimensioni
nettamente maggiori rispetto a quelle del Bronzo recente, raggiungendo m 5 di diametro interno e sono dotate di nicchie
o stipetti laterali.
|
|
E' possibile anche riconoscere una disposizione planimetrica non casuale: le strutture sembrano disporsi in isolati
intorno ad un'area vuota, un cortile, secondo lo schema definito da molti autori "a corte centrale". Nei vari ambienti
sono state individuate zone destinate alla cottura del cibo, alla conservazione delle derrate alimentari, ai lavori
domestici quali la filatura. Dopo l'abbandono, il sito fu frequentato sporadicamente come suggerisce il rinvenimento
nei crolli di una splendida ansa di bronzo pertinente ad una brocca a becco, che testimonia contatti con l'area etrusca
da cui probabilmente proviene. L'ansa presenta una decorazione a palmetta a sette foglie sovrastata da due serpenti ed
è databile al VI sec.a.C.; questo oggetto costituisce al momento un unicum in Sardegna. Tra i crolli del nuraghe e per
tutto il perimetro del pianoro sono stati rinvenuti reperti databili a differenti ambiti cronologici.
|
|
La posizione strategica a controllo della fertile vallata di Isili e del percorso che dalla montagna portava
verso la pianura del Campidano fece sì che l'Adoni riacquistasse di nuovo un ruolo importante, con funzione di
vero e proprio "castrum". Lo testimonia il rinvenimento di monete di età punica, romana e protovandalica, di
bracciali ed orecchini in bronzo e in argento, di numerose punte di giavellotto in ferro e infine di cinque
vasi integri decorati, di età alto medievale, che erano stati deposti in una nicchia costruita con massi
nell'ingresso del monumento e che al momento non hanno confronti in Sardegna.
|
Foto esterna. lato est.
|
Qui venne rinvenuto il bronzetto che ora si trova in un museo a Cagliari.
|
foto esterna fatta da un'altra angolazione.
|